L’amore dopo i 50

Sere fa discutevo con una conoscente, 56 anni, che raccontandomi le sue vicissitudini sentimentali, mi chiedeva se secondo me è possibile rinnamorarsi, e soprattutto ricostruire una vita a due dopo i 50 anni. Francamente non ci sono ancora arrivata, ma un’idea me la sono già fatta, ed è la seguente. A 50 anni ci vuole coraggio ad amare. Da ragazzi tutto è più semplice: incoscienza, audacia, passione ed una certa dose di malleabilità, consentono a chi si incontra in quel periodo della vita di costruite più facilmente e di venirsi incontro forse con più naturalezza. Ma a 50 ciascuno ha un passato alle spalle, ma soprattutto un presente in larga parte già edificato, fatto di abitudini, attività, spazi fisici e legami, che difficilmente si è disposti a mettere in discussione, e che non sempre è facile o possibile condividere. Se si ricomincia un percorso a questa età, vuol dire che si hanno alle spalle più o meno 20/30 anni di storie d’amore andate male. Si arriva quindi ad una nuova relazione con un cimitero di delusioni, tradimenti, abbandoni, trasformazioni, lutti. Di sicuro, a 50 anni cambiano i parametri, che si fanno meno fisici e più mentali. Nella qualità della relazione entra in gioco il fattore cultura, non intesa come tutti i libri letti o gli spettacoli teatrali visti, ma come bagaglio di vita, di esperienze e di pensieri che ci si è costruiti negli anni; un pensiero critico ed una consapevolezza di cui a 20 anni si è quasi del tutto privi. Se si ha la fortuna di incontrarlo, per queste ragioni penso che a 50 anni l’amore possa essere molto più ricco: non si tratta solo di un’unione corporale o di un’attrazione fisica, ma di sentirsi parte di un mondo simile e di un percorso comune.
Aggiungo anche che oggi le donne, grazie all’indipendenza acquisita su molti livelli, non sono più disposte a mercanteggiare sul tema fondamentale della dignità personale, per cui neanche hanno bisogno di relazioni utili solo a farsi un po’ di compagnia, e talvolta neanche di buona qualità. Oggi una donna a 50 anni, grazie allo sport, ad una vita salubre e ad un’alimentazione corretta, spesso è molto più desiderabile di una donna più giovane.
Ma anche gli uomini hanno guadagnato molto. Una volta, a 60 l’uomo era un nonno che faceva vita da nonno. Ora, in questa fascia d’età si incontrano uomini pieni di energie fisiche e mentali, che muovono alla ricerca di una relazione. A 20, 30 anni, spesso noi donne avevamo scarsa autostima, e un ventennio dopo eccoci profondamente consapevoli, forti e sicure. Una donna matura è bella perché sa chi è, cosa desidera, come ottenerlo e fin dove può spingersi. Ha compreso che può riuscire bene nel suo lavoro, che un progetto può diventare realizzabile, o al contrario essere reso meno utopico; ha fatto alcune delle cose che le piacevano, è stata più o meno felice, ha amato, ed avrà avuto in ogni caso uomini che l’avranno amata. Certo, ripartire daccapo a 50 anni è più dura, e tante volte neanche se ne ha più la voglia, perché si impara pure che, se l’amore è importante, non lo è di meno amare se stessi. Si impara cioè che se non si trova con chi volare alla pari, diventa faticoso strisciare in cerca di compromessi che invece di arricchire, diminuiscono.
Esistono altre forme di bellezza e di godimento nella vita. Io, per esempio, da quando sono single ho capito cose che prima neanche vedevo. L’amore è coraggio, luce, volo ad alta quota: non per tutti. Molti fuggono dinanzi ai sentimenti forti come si fugge dinanzi al baratro, al dolore, alla morte. Sono deboli, certo, ma non vanno biasimati: ciascuno reagisce a proprio modo dinanzi all’intensità ed al rischio. Io preferisco amare al volere bene. Preferisco l’acqua viva di un torrente al ristagno putrido dei pantani. Preferisco essere il grande amore di qualcuno che non ha il coraggio di tenermi accanto, che la compagnia di seconda mano di qualcuno che continua ad amare qualcun’altra. Mi sono anche accorta che i miei interessi, le mie priorità e tutte le cose che ho sempre amato di più nella vita, si sono rimpossessate di ogni mio spazio come la foresta tropicale delle rovine di Angkor Wat.
E devo essere onesta, per ora è meraviglioso.

Foto: un mio scatto cambogiano

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