Lost to be found

La trama della tela sospende e mette in attesa il gesto artistico facendo sì che, nei suoi paesaggi e nei suoi volti, si percepisca una leggerezza forte, la tenebra luminosa e il peso dei sogni con periziosa e volontaria incuria.
Ogni sua opera è un racconto e quel volto abita in quei luoghi, come se i dipinti avessero un legame univoco, i colori e le sfumature di quel volto abitassero in quei paesaggi, facendo di una intera esposizione un viaggio “non itinerante”.
Eliana con sapienza, amore e passione riesce a curare tutti i dettagli usando in maniera impropria l’iperrealismo, facendo delle sue opere una trasposizione di sentimenti e capacità onirica.
La bellezza delle sue opere resta negli sguardi di chi le osserva, ignaro lui di essere parte di quel dipinto, sentendolo vicino, conosciuto. Suo. E capisce solo in quell’istante di perdersi per ritrovarsi.
Non c’è distanza tra quella donna e quel paesaggio, i volti sono contemporanei, ma vivono di luce passata, i luoghi evocano terre “nostre”, senza una definita posizione geografica, quasi a testimoniare come il tempo, la luce ed il gesto rilasciano un unico, armonioso, sottile e trasparente ricordo, di un presente patrimonio di tutti.

(Stefano Forgione)

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